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Ela
Caroli
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IL
DOPPIO E IL GIOCO
Mathelda Balatresi Il gioco delle evanescenze, il doppio dell'esterno
che penetra nell'interno. I simboli dell'intimita` violata, la
sottile ragnatela di graffi. Le tonalita` pastello che giocano
con le fosforescenze. L'artificio e la donna, il sogno finito
e la camera angusta.
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Ela
Caroli
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VULCANI
& SIRENE
...Uno
spazio esterno che irrompe spesso nell'interno della sua casa
e del suo spirito: la pittura di Mathelda Balatresi e` infatti
sospesa tra pigrizia e attenzione, tra sogno e realta`, tra ordine
e fantasticheria. Il motivo della soglia, del limite, del prato
verde che invade le stanze della casa, il letto adagiato nel giardino
come per accogliere una "bella addormentata" e il suo
lungo sonno, sono stati tempi sempre cari alla Balatresi: l'apparente
immobilita` delle sue costruzioni surreali, vagamente magrittiana,
nasconde un'inquietudine non fredda, bensi` ansiosa e lacerante,
che nei disegni era evidenziata attraverso la sottile rete di
nervature, di graffiature, come capelli spezzati o un sistema
di arterie che irrorano il foglio di luminoso colore. Il senso
dello spazio concluso, dominabile, si concilia con l'uso della
monocromia, o comunque della selezione di timbri cromatici in
un ventaglio limitato: e non sono i colori della natura, illuminati
dal sole, ma un verde fosforico, un azzurro metafisico, un arancione
e un viola postnucleari, un azzurro metafisico ed onirico, un
grigio neutro da liquido amniotico, che prelude a tutte le vite
possibili... Ho definito tempo fa la pittura della Balatresi una
pittura "da camera", senza l'enfasi della sinfonia,
ma fatta di un concentrato sommesso e rarefatto, come un quartetto
d'archi. Le pause servono, come nell'orchestrazione di un concerto
musicale, ad evidenziare i passaggi dei tempi, dove si parte da
un "andante" o da un "pianissimo" per arrivare
ad un aggressivo "allegretto". E` il colore che funge
da registro in queste composizioni che hanno sempre un leit-motiv:
un albero, una poltrona da giardino, un piccolo aereoplano, oggetti
semplici e immediatamente riconoscibili, in un figurativo ridotto
all'essenziale, fatto di estremo rigore, dove il disegno e addirittura
il contorno giocano nella rappresentazione un ruolo chiave. Nell'atmosfera
astratta dei dipinti della Balatresi c'e` sempre un discorso che
si sviluppa, si articola e si definisce compiutamente, sia pure
attraverso un linguaggio simbolico e spesso addirittura criptico:
e` un discorso di ribellione e di passione contenute e contratte
ento le stanze e i labirinti che soffocano la vita; un discorso
che negli ultimi tempi si e` fatto piu` chiaro, attraverso la
definizione spazio-temporale della rappresentazioni. Un Vesuvio
in violenta eruzione, che sembra scardinare l'ordine delle cose;
le statue sul cornicione, le palme e l'incrociatore nel golfo,
il monumento equestre, indicano chiaramente che e` Napoli il luogo
di tutte le metafore possibili, delle intransitabili utopie, quell'Hortus
Conclusus dove non e` piu` possibile la meditazione... Mathelda
Balatresi celebra ora il passaggio, la transizione: l'uscita dal
giardino dell'Eden l'ingresso al giardino delle Esperidi per raggiungere
i pomi d'oro; lo scorrimento attraverso il tempo e la storia,
con l'aiuto dell'immaginario permette all'artista una posizione
di volta in volta diversa, che gode di prospettive mutevoli, a
volte vicine al polo della realta`, a volte vicine al polo dell'immaginazione...
Un luogo interiore, Napoli, trasfigurata e pure riconoscibile:
una Napoli onirica, "da camera" popolata di gradevoli
fantasmi, una Napoli a passo ridotto e senza frastuono, messa
a tacere dalla pioggia di cenere del suo vulcano; dove forse e`
ancora possibile una vita in cattivita` per una sirena domestica,
ma da cui Flora, l'ultima sacerdotessa della Dea italica, cantata
da Ovidio, avvilita, e` andata via per sempre.
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Ela
Caroli

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UNA
MOSTRA ALLO STUDIO MIELE CON BALATRESI ECCO LA PITTURA ...."DA
CAMERA"
allo
studio Miele di Nola un attivissimo spazio per le arti visive,
espone Mathelda Balatresi
...
Equilibrio interiore e limpidezza del segno sono i caratteri piu`
evidenti del discorso della Balatresi, un discorso senza enfasi,
senza note troppo acute o basse, con una orchestrazione sommessa
e rarefatta, quasi un quintetto da camera. E non a caso, proprio
da camera puo` definirsi questa raffinata pittura raffinata e
soggettiva....l'ambivalenza dello spazio l'ambiente esterno che
si scambia con l'interno era il leift-motiv di quelle opere esposte
a Villa Pignatelli nella scorsa primavera; ed oggi il discorso
si sviluppa, si articola e si definisce compiutamente nell' atmosfera
vagamente astratta e metafisica che emana dagli spazi vasti e
dalle cose sospese come in un vuoto pneumatico..... Il colore,
poi, gioca un ruolo determinante; la Balatresi usa effetti monocromatici,
un verde penicillina acceso, un celeste impalpabile, un grigio
evanescente,dove poche altre tinte sono tollerate, pochi spazi
che non turbano il registro dominante...In questi segni nervosi
ma leggerissimi, c'e` forse la quieta ribellione femminile della
Balatresi, la sua rabbia sussurrata e composta, la sua passione
trattenuta....
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Ela
Caroli
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VENERDI
10 GIUGNO 1988 - L' UNITA` "ARTISTI MERIDIONALI UNITEVI NELLA
BIENNALE"
A Napoli una rassegna dedicata a pittori e scultori del sud....Sembra
una provocazione: eppure la biennale del sud - Rassegna di arte
contemporanea inaugurata il 27 maggio scorso nelle splendide sale
restaurate dell' Accademia di belle arti di Napoli e`, tutto sommato
una boccata di vitalita` e speranza per i precari destini delle
arti visive....quaranta artisti meridionali sono stati invitati
a rappresentare,in questa prima edizione, il panorama della cultura
visiva del sud. Molti di essi ormai vivono dispersi tra Milano
e Roma, altri sono rimasti ad operare nella propria terra d'origine...si
possono configurare due gruppi: gli artisti piu` connotati storicamente
e quelli che testimoniano nuove situazioni artistiche....In fondi
azzurri e ricordi edipici, Mathelda Balatresi rende piu` incisiva
la sua pittura da camera con violenti segni di fulmine.....
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Arcangelo
Izzo
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DAL
CATALOGO RIVELAZIONE - MAGGIO 1981
....Per
Mathelda Balatresi le tele non sono oggetti da guardare, ma veicoli
che danno forma ad immagini visive, a frammenti di sensazioni
per cui il quadro, solo apparentemente tale, si libera dalle profondita`
spazilai e dalle vibrazioni ottiche a favore di una qualita` per
cosi` dire , oggetuale che rigetta ogni specie di virtuosismo.
la sua immagine, quasi iperreale, che allude alla condizione della
donna e dell' eros, attrezzata su un quadro senza cornice, affronta,
nell' intimita` di una stanzetta una tela mobilmente appuntata
alla parete. Qui ,il particolare della mano, del dito e del serpente,
diventano i segni di una differenza spaziale minima cui coorisponde
una distanza inmmaginaria massima. I colori usati a lora vollta,
sembrano contemporaneamente instabili , ma fisici cosiche` suggeriscono
frammenti di vita e impulsi ribelli. E il rimando alla mano e
al dito, cioe` al frammento e alla mobilita` della tela, trovano
l' artista impegnata sui livelli della sensazione e per tanto
quegli impulsi vengono superati dalla suggestione di una calma
meditativa. In tal modo il frammento tutto evoca e tutto disperde
il discorso dell' artista, caricandosi di surplus, diventa impossibile
cosi` come e` "inafferabile il discorso d' amore, l'oggetto
della dedizione amorosa" (R. Barthes).
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SABATO
17 OTTOBRE 1987 -
IL GIORNALE DI NAPOLI AL BANCO DI SANTO SPIRITO UNA PERSONALE
DI MATHELDA BALATRESI
Mathelda Balatresi e` una delle artiste a napoli piu` impegnate
nel panorama della pittura che sa manifestarsi ai livelli piu`
alti di maturita` espressiva...Delicata qualita` onirica in cui
la casa viene rivissuta nei suoi elementio simbolici -
il letto, la sedia, il giardino -
in un lungo sogno colorato che ne trasfigura i termini reali in
presenze poetiche cui affidare il diario di un "immaginario
quotidiano".....Ancora oggi nel nuovo ciclo sulla "casa"
Mathelda Balatresi e` assente dalla scena, ma la sua presenza
si avvverte di piu` negli elementi che sconvolgono la sua esistenza:
il vento, l' acqua, le nubi, il fuoco entrano nella sua casa e
ne schiantano le pareti ne fanno scoppiare il tetto e le strutture.
Solo dopo la tempesta e la scossa la mano erborea dell' artista
tenta con le sie dita di rosso fuoco, di ricostruire e di ricreare
il clima di intimita` sivvertito.....Percio` non si puo` piu`
parlare di reverie di fraonte alla pittura di Mathelda Balatresi
ma si deve parlare di pittura dinamicamente romantica; nei suoi
colori che restano soffici e sensuali, bisogna riconoscere la
qualita` alchemica che rende preziosa la "poverta` concettuale
dei toni".
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DI
SCENA LA BALATRESI, LA VALLA, SPATARO, LAMBERTI E MIRANDA (NAPOLI
NOTTE 25 FEBBRAIO 1984)
Allo
studio Miele di Nola Mathelda Balatresi ripropone quella serie
di opere che hanno fatto parlare di una sua nuova esperienza pittorica.
Tutta giocata sulla reverie che fa i conti con la sperimentata
scaltrezza del mestiere e la difficolta` della materia, la pittura
di Mathelda Balatresi crea elasticita` del segno, virtualita`
del movimento e atmosfera vibratile, ora sospesa intorno agli
oggetti dei privatizzati, ma intimamente e poeticamentre personalizzati,
ora avvolgente il giardino dei giochi interrotti o il paesaggio
della citta` rivissuta nell' occhio esploso di una vertigine colorata.
La luce che sembra diffusa dal basso a creare il respiro dell'
aria riversata dall' alto a tagliare i volumi di recinti chiusi,
incontra la linea che, soprattutto in certe ultime recentisssime
prove, segna nella memoria la caducita` della forma...
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Arcangelo
Izzo
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I
PROTAGONISTI NAPOLETANI DELL' ARTE DEL DOPOGUERRA DA ALFANO A
WASCH IMPS -
11 GENIALI PITTORI (LA GRANDE MOSTRA DI S. GIUSEPPE VESUVIANO)
Napoli notte 20 ottobre 1983
....Immune della preoccupazione dei aumentare il potere della
parola per lasciare intatta l' arte, Gino Grassi va a cercare
dietro una "svolta" alcuni tra i "protagoisti napoletani
dell' arte del dopoguerra"... Appare evidente come gli artisti
napoletani abbiano saputo opporsi all' utopia della rassegnazione
emergendo non dalle acque stagnanti della tradizione, ma dagli
scogli della navigazione di un mare infido e lusinghiero...L'
arcaicita` delle situazioni non impedisce e non blocca la creativita`
dei veri artisti ne tanto meno di quelli napoletani che attraversano
correnti e tendenze, fenomeni e materiali dell' arte con una loro
qualita` che avvalora e insaporisce ( da sapienza anche cio` che
negli altri e provvisorio, effimero o solamente alla moda.....I
pittori e gli scultori presenti alla mostrra curata da Gino Grassi
per "Giugno vesuviano".... sono tra quelli che hanno
indicato l' angolo svolta dietro il quale spazia lo sguardo di
aquile rapaci, che volano contro e al di sopra della transavanguardia
per quella loro forza di essere napoletani. La presenza di Mathelda
Balatresi vuole altresi` testimoniare, come frammento di discorso
che si dovra` compiere, la compresenza anche a Napoli, dell' altra
parte dell' avanguardia.
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Nicola
Spinosa

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IL
FUOCO INCROCIATO
Le immagini assai spesso perdono, una volta trasferite nelle pagine
dei quotidiani e dei rotocalchi, immediatezza di simbolo e di
significato, comunicando al fruitore un messaggio che il piu`
delle volte risulta adultero o svilito dei suoi contenuti originari.....Avvertita
questa tendenziosita` del legame tra l' immagine fotografica del
rotocalco e il suo fruitore, Mathelda Balatresi la libera allora
dal suo contesto originario e la trasferisce sulla tela. Durante
le fasi di questo processo, che presuppone una selezione delle
immagini di maggiore attualita` secondo un impegno politico ed
umano fin troppo evidente, i contenuti emotivi e simbolici presenti
all' origine nel soggetto raffigurato riacquistano quell' icasticita`
svanita tra il fuoco incrociato di immagini diverse. L' elaborazione
manuale del processo permette infatti alla Balatresi di penetrare
all' interno dell' immagine selezionata, di coglierne i nessi
visivi piu` significativi di liberarla nella sua struttura segnica
di piu` immediata comunicativita` e al tempo stesso di arricchirla
di ulteriori implicazioni semantiche che la meccanicita` della
ripresa fotografica non avrebbe mai potuto percepire. Il risultato
e` un immagine nuova, forse anche diversa da quella giornalistica
da cui Balatresi era stata inizialmente sollecitata.
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Filiberto
Menna

Filiberto
Menna
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CATALOGO
LETTO NEL GIARDINO- VILLA PIGNATELLI-(MAGGIO 1983)
Curioso destino questo di Mathelda Balatresi legato a una pratica
della pittura che ha avuto in ogni momento tutti i titoli per
entrare a far parte della cerchia ristretta delle personalita`
artistiche piu` definite ed emergenti non solo nel panorama napoletano
e che , invece , e` rimasta sempre sulla soglia , in una posizione
marginale . Le ragioni di questo destino non sono facili a dirsi:
forse c' e` da metter in conto un temperamento schivo e nello
stesso tempo orgoglioso che ha spinto l'artista ad appartarsi
, a vivere in solitudine la propria vocazione; forse bisogna tener
conto anche di una condizione piu` generale , la condizione femminile
, che ha reso piu` difficile l' entrata in situazione della Balatresi
come di molte altra artiste.Sta di fatto che gia` negli anni sessanta
, quando Mathelda Balatresi aveva dato prove assai originiali
nell' area di un' arte di ricognizione ed di reportage ,sorrette
da una forte sensibilita` pittorica e da una capacita` di definizione
essenziale della forma,la sua opera si collocava in una posizione
appartata pur riscuotendo il consenso unanime della critica. Le
cose non sono cambiate di molto nemmeno in seguito: saltuariamente
Mathelda Balatresi emergeva dal cerchio chiuso del proprio studio
e ci dava notizia del suo lavoro cogliendoci sempre di sorpresa
per la qualita` dei risultati ; e poi , subito dopo , sprofondava
di nuovo in una sorta di lontananza , senza piu` darci messaggi
di se` e del suo lavoro. Certo tutti l' abbiamo incontrata in
occasione degli avvenimenti che contavano, a Napoli, ma tutto
finiva li`, quasi che l' artista ponesse tra gli altri e il suo
lavoro uno sbarramento. E` stato percio` per pura casualita` che,
ora e` un anno circa, sono capitato nel suo studio e ho potuto
vedere il suo lavoro recente. Ed e` stato un caso felice perche`
ci siamo subito resi conto (io e gli amici che stavano con me
in quella visita occasionale) della qualita` intensa dei risultati
raggiunti dall' artista in lunghi anni di lavoro compiuto nella
solitudine del suo studio. E a me pare che questa condizione appartata,
vissuta senza angoscia, anzi con una sorta di concentrata felicita`,
si avverta con chiarezza nell' opera recente dell' artista, che
si potrebbe definire come un "voyage autour de (sa) chambre".
"Io mangio davanti al mare, e al Vesuvio, ho il letto nel
giardino e sul cavalletto, ma lavoro in una stanza senza finestre
perche` il mare sono io e il Vesuvio e` sul mio seno sinistro"
. Cosi` termina una breve testimonianza sulla propria opera che
Mathelda Balatresi ha voluto affidare a un testo tra prosa e poesia.
E a me pare che l' artista ci dia qui una buona chiave per interpretare
la sua opera interamente consegnata ad una esperienza immaginaria
che si configura appunto come una peregrinazione all' interno
della propria stanza: un viaggio compiuto come un sogno ad occhi
aperti, lungo gli andirivieni e i labirinti della reverie. L'
artista e` assente dalla scena, ma gli oggetti sono sue controfigure,
parlano con la sua voce: il grande letto e il giardino che si
vede al di la` della finestra, la sedia in ferro, l' albero e
le palme svettanti o l' aeroplanino che se ne vola via abbandonando
il rifugio della casa -
armadietto dove era custodito. Nel campo di scorrimento del simbolico
tutti questi oggetti assumono la funzione di presenze familiari
che conducono il soggetto a ritroso nel tempo e lo spingono lungo
i sentieri sinuosi, della memoria involontaria, fino al luogo
profondo, segreto, confusivo, dove le cose stanno l' una al posto
dell' altra con uno scambio delle parti e di ruoli che tengono
in scacco il principio di non contraddizione della logica tradizionale.
Sicche` il letto se ne sta dolcemente posato sul soffice prato,
verde su verde, e l' albero appare nel bel mezzo della stanza;
il prato, a sua volta, abbandona il giardino e si insinua lentamente
all' interno della casa, si trasforma in tappeto con ancora uno
scambio di parti, questa volta tra naturale e artificiale; altrove,
la scena si presenta come un doppio e gli oggetti si guardano
reciprocamente come immagini in uno specchio, giocando sull' ambiguita`
tra realta` e illusione. Per la messa in scena di questa rfeverie
quotidiana Mathelda Balatresi ricorre a tutta la sua sperimentata
scaltrezza pittorica: le immagini appaiono cosi` definite entro
unn disegno che ha la semplicita`(apparente) di un dipinto naife
e sembrano fondersi l' una nell' altra in virtu` di un cromatismo
diffuso che avvolge ogni cosa in un velo luminoso di azzurri e
di verdi lievissimi, metafora pittorica del ritorno a un originario
luogo di indistinzione, di cui l' opera si fa interprete sul filo
della memoria e della nostalgia.
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Filiberto
Menna

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MOSTRE
PARALLELE -
GALLERIA COMUNALE DI ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA (APRILE 1983)
....A
parte Balatresi, che ha alle spalle una esperienza piuttosto lunga
(intorno alla meta` degli anni 60 l' artista era gia` una presenza
rilevante nel panorama napoletano), gli altri tre artisti che
propongo in questa mostra presentano un tirocinio molto piu` breve
e soltanto ora entrano, per cosi` dire, in situazione. Ma anche
Balatresi si presenta, oggi, in vesti del tutto nuove rispetto
ai suoi momenti precedenti...."Io mangio davanti al mare,
e al Vesuvio, ho il letto nel giardino e sul cavalletto, ma lavoro
in una stanza senza finestre perche` il mare sono io e il vesuvio
e` sul mio seno sinistro". L' artista e` assente dalla scena,
ma gli oggetti sono sue controfigure, parlano con la sua voce:
il grande letto il giardino che si vede aldila` della finestra,
la sedia in ferro, l' albero e le palme svettanti o l' aereoplanino
che se ne vola via abbandonando il rifugio della casa-armadietto
dove era custodito.
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Elvira
Procaccini

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Se non
avessi la possibilita` di dipingere, di sentirmi "attraversata"
dall' arte, non vorrei neanche esistere. Non vorrei esserci....
Nella sua voce non c' e` compiacimento ne esaltazione. Mathelda
Balatresi e` ad un tempo straordinaria e semplicissima, proprio
come la ricordo. Sono passati tanti anni; le ho detto che seguo
il suo lavoro da quando ne avevo quindici. "Non lo immaginavo,
non lo sospettavo neanche...Verso la meta` degli anni sessanta
non era facile incontrare un' artista. Forse davvero i "maschi"
le tenevano nascoste per evitare confronti....ma a me piace pensare
che fossero loro, le donne, a scegliere altri percorsi, ad evitare
le sttrade affollate e il chiasso degli uomini....Fra i materiali
che la sua anima ha trattato c' e` sicuramente "il piombo
massiccio della pazienza". Deve averlo conosciuto presto,
se e` riuscita a sottrarsi al volere degli altri per seguire qualcosa...senza
la quale non vorrrebbe esistere......Alle mie spalle, quadri altrettanto
recenti, in cui le luci del sud si fondono con quelle della toscana,
dove l' artista e` nata. Mi soffermo su "Gioca col fuoco"
una tela del '99. E` magnetico lo sguardo della donna che libera
fiamme dalle dita per creare cerchi e spirali. E` il "grande
gioco", sembra volerci dire, e c' e` poco da sorridere. Persino
il titolo esprime una forza interiore, la volonta` di "osare"
la fuga dai luoghi comuni.
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Maria
Roccasalva

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CENTRO
DOCUMENTAZIONE RICERCA ARTISTICA CONTEMPORANEA L. DI SARRO - 31MARZO
/ 18 APRILE 1998
Riservata,
misurata, silenziosa, apparentemente liscia e rasserenante come
un lago alpino, Mathelda Balatresi e` in realta` una forza della
natura minacciaosa e inquietante un fuoco che divampa. Questa
donna che vive in solitudine quasi claustrale, che ha fatto della
pittura il suo unico interlocutore, il senso estremo della sua
vita commisurando ad essa ogni interesse, ogni turbamento, ogni
passione senza mai lasciarsi sedurre dal conformismo delle mode,
oggi, in quest' epoca di ebra confusione ed effimeri destini e`
un raro esempio di rigore intellettuale e coerenza morale. E ovviamente
ne patisce le conseguenze. Fedele solo a se stessa con quale terribile,
perversa inesistenza essa dipinge il dramma della condizione esistenziale
delle donne! delle donne di tutte le culture, delle violazioni
di tutte epoche, degli orrori di tutte le ideologie. E lo fa rischiosamente
non caricando i soggetti di espressione, difformando la figura
o sconvolgendo lo spazio della rappresentazione, ma con un rigore
formale pacato e quasi ossessivamnete ordinato. le non guarda
a Picasso, ma a Piero della Francesca.Toscana di nascita, la Balatresi
non ha nemmeno assorbito quella violenta luce mediterranea che
incide di dramma l'aspetto esteriore di napoli pur essendo il
vesuvio teme ricorrente e prediletto della sua pittura.La luce
che dilaga chiara e discreta in tutte le sue opere, semplificata
nella sua gamma cromatica, le sospende in uno spazio enigmatico
e definito... Cielo senza strappi, case senza incrinatura anche
quando scoppiano, terra senza scabrosita`, mare senza onde, donne
senza rughe: nessuna grinza, nessuna apertura, nassuna leggerezza
in questo colore che grava carico di tutto il suo peso come un
destin...In virtu` di questa trasposizione ordinata e riflessa
noi percepiamo la sofferenza e l' angoscia dell' artista.........E
la percepiamo non come un grido sensibile all' orecchio ma con
una forma visibile che ci rivela la nostra stessa condizione umana.
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Maria
Roccasalva
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BALATRESI
INVENTA UN GIARDINO BICOLORE
l'Unita` 21 maggio 1983
.....La
mostra e` intitolata" Il letto nel giardino" e` tutta
articolata su due temi dialettici : il dentro e il fuori, il chiuso
e l' aperto, il raccoglimento e lo straripamento.......Apparentemente
questi disegni sono dissimili dalle nitidezze dei contorni che
le precedenti rappresentazioni della Balatresi possedevano.......Lo
stesso gioco ambiguo che prima isolava le figure con una sorte
di pervicace ostinazionme, in cui la rigidita` del contorno serviva
da protezione e schermo esteriore della ribellione. Anche la poetica
femminile non e` mutata. Non si muove niente in questa atmosfera
vibratile e sospesa, ma tutto: elesticita` del segno, virtualita`
del movimento, lascia presagire che qualcosa sta per accadere,
come se la donna, luogo privileggiato della fragilita` umana,
l' essere scacciato dal giardino dell' Eden.........meditasse
il sovvertimento- tanto piu` insidioso , perverso e fatale e quanto
piu` naturale e "ordinata" e` la rappresentazione- di
un ordine. E` questa presenza latente avvertita come oscuro presagio,
....la stessa inquitudine che ci assale davanti ai silenzi metafisici
di De Chirico e alle ambiguita` surreali di Magritte; ma con un'
apprensione nuova, quella di un' attesa che non conduce verso
nessuna meta.... Si afferra allora tutta l' ambiguita` della pigrizia
espressa da quel letto, che e` il luogo di un' inazione attiva,
ma anche il luogo di tutte le transizioni possibili, dove nostalgie
e desiderio vengono ad impregnare di tempo mille colori......
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Gino
Grassi
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UN
LETTO NEL GIARDINO
......E`
di scena a Villa Pignatelli con una mostra intitolata " il
letto nel giardino" che prende le mosse da quella di Verona.
Mathelda Balatresi ha tutto un suo modo di articolare un discorso
pittorico o grafico. Il modo di esprimersi della sensibile artista
e` di carattere nettamente intimistico per quanto attiene al suo
rapporto psicologico con gli altri e con se stessa e cio` porta
l' artista ad elaborare i disegni con notevole partecipazione
di sentimento e ricorrendo a tonalita` assai delicate, con predominio
di verdi-acqua e di tenui ocra. Vuol dire che la Balatresi, pur
nel recuperato rapporto con l' immagine, non ha voluto rinunciare
alle proprie convinzioni analitiche e fa pesare questo suo maturo
e consapevole atteggiamento nell' economia del lavoro. Il quale
e` incentrato sul rapporto tra l' artista e il suo letto-pensatoio.
E` mentre sta a letto che la Balatresi rimane sola con se stessa
ed e` naturale che questo essenziale arredo diventi il punto focale
della ricerca. Per questo motivo, l'artista trasporta, con il
proprio immaginario, il letto nel giardino di casa (che e` l'
ambiente che piu` ama dopo la camera da letto) perche`, appunto
nel giardino, c' e` la poltrona dove sta seduta spesso di giorno
quando stabilisce il dialogo quotidiano con la sua memoria che
le ritrasmette eventi apparentemente dimenticati.
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Mimma
Sardella

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VULCANI
E SIRENE -
Catalogo Ischia 1985 -
Autobiografica
sempre, analitica oltre il segno, Mathelda Balatresi spiega sottili
storie di reali fantasie, perche` nate dall' idea che e` (Hegel).
Sono atmosfere ferme e rarefatte. L' origine toscana (pensa alla
cultura figurativa quattrocentesca tutta disegnativa), e` forse
un "principium vitae" del suo segno? Tanto questo e`
sempre preciso, netto, sottile, sia su carta che su tela, lo stesso
sia che lo usi per definire ambienti o oggetti inanimati che oggetti
animati: le sue 'persone" sono simboli impalpabili, anche
quando tra i contorni un colore naturale campisce lo spazio. Nelle
facili definizioni che siamo soliti trovare per etichettare una
ricerca qualsiasi, e nell' ambito figurativo gli errori sono spesso
macroscopici, si puo` provare a leggere il segno di Mathelda come
rappresentazione vicina al "metafisico"....... Letto,
il giardino, l' albero, la sedia, la sedia sul letto nel giardino,
tutto verde, stesso come se fosse un disegno acquerellato - dov'
e` il tratto pastoso del pennello? Non c' e`, mai, sulla tela
di Mathelda, quasi non fosse vero che la tecnica usata e` la pittura
ad olio - questi i soggetti rappresentati di recente, da Villa
Pignatelli a Nola. Poi - dice Mathelda - ho avuto bisogno di movimento.
E chiarisce- per partecipare ai moti frequenti della natura -
si riferisce al terremoto e ai fenomeni del bradisismo, che rappresenta,
alleggerendo sempre, e comunque, il momento piu` drammatico degli
eventi con l' ironia che le e` propria, che ha il ruolo preciso
di decantarli . Attendo di vedere le nuove tele, e torno ad avere
le stesse impressioni di ogni volta appena vedo il primo quadro
che mi mostra: il Vesuvio. E` vero, un Vesuvio disegnato come
un Vesuvio, con il cono fumante, ma e` azzurro, tutto e` azzurro-celeste-pastello
(come se fosse a 'pastello'), e poi sta in un cortile, - il suo
cortile - mentre su di un altro muro rettilineo si affaccia una
serie di donne- vestali dalle chiome sciolte e l' abito come peplo
a mo' di statue berniniane: evento cosi` naturale, ma risolto
gia`, decodificato, e ricomposto successivamente nel proprio immaginario.......Cosi`
il Vesuvio, elemento paesistico predominante nel golfo, entra
nel consueto mondo di M. B., ed erutta nel chiuso della stanza,
le sedia, il letto, insieme con un monumento equestre. Qui c'
e` un uomo a cavallo cavalca sulla terra, ma e` simile ad una
statua, raggiunta da un ombra che le fa da podio. La rievocazione
del passato viene fissata in immagini che diventano monumenti,
con la stessa testa di marmo con acconciatura romana, poggiata
per terra: un pensiero per Kounellis? Pur se espresso in altro
modo e` sempre il sentimento della storia che filtra attraverso
immagini fisse, cristallizzate, e cosi` rientrano a far parte
del nostro vissuto, rivisitando un attimo dopo gli eventi. La
riflessione e` il filtro delle emozioni - dice Mathelda - la pittura
che si stende sulle tele leggere e` una prova di quanto questo
filtro dia ancora piu` emozioni.
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Mirella
Bandini

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CENTRO
DOCUMENTAZIONE RICERCA ARTISTICA "L. DI SARRO"
IL
VESUVIO SUL SENO SINISTRO (APRILE
1998)
.....L'
essere (sostanza, materia, corpo) e` al centro della produzione
artistica femminile d' oggi, che si articola lungo un percorso
ontologico e simbolico espresso in modo radicale, come dalle artiste
americane, o attrverso ricerche multiple sull' identita`, come
dalle artiste europee. L' attenzione al corpo alla sessualita`,
ha costituito infatti la base delle elaborazioni che portavano
al pensiero della differenza (Irigarav, Muraro, Cavavero). L'
espressivita` globale del corpo femminile e` al centro dell' iter
trentennale di Mathelda Balatresi, e tematica particolarmente
elaborata nell' ultimo decennio del suo lavoro. Negli anni 60,
periodo nel quale era gia` una presenza rilevante nel panorama
napoletano, la Balatresi lavorava su steriotipi di immagini femminili
tratte dal mondo del cinema, attraverso l' uso di sequenze e di
fotogrammi. Le immagini erano quasi sempre tagliate all' altezza
del volto che scompariva (come in 'figure' , 1960 del Museo Sperimentale
della Galleria Civica d' Arte Moderna di Torino), mettendo in
evidenza soltanto il corpo fondante. Negli anni 80 la figura femminile
abbandona i suoi dipinti che divengono silenziose, rarefatte visioni
simboliche di interni puristi - la sua casa, il suo studio - proiettate
in una dimensione onirica e metafisica alla quale anche il colore,
chiaro e pastellato, dona un senso singolare di straniamento.
"Gioca sulla ambiguita` tra realta` ed illusione" ha
scritto di questo periodo Filiberto Menna nel 1983 citando questa
bella frase poetica dell' artista: "Io mangio .....seno sinistro".
Il Vesuvio sul seno sinistro - L' energia l' espolosione la linfa
vitale e` un motivo spesso ricarente nei corpi delle figure femminili
che, in una sorte di narrazione sospesa, la Balatresi evoca nei
suoi dipinti e nei bellissimi disegni a partire dagli anni 90........La
donna nell' arte e con l' arte sublimata assurge alla sua identita`
multipla e divisa; come ad esempio il corpo sensibile del 1995,
dove lo stereotipo del corpo femminile sezionato in sequenze non
raggiunge ancora l'unita` perche` essa e` lotta, fatica, lavoro.
In questa opera la Balatresi riprende la tecnica dell' iterazione
filmica usata negli anni 60, impiegandola come montaggio. L' accento
e` posto qui sul volto, uno steriotipo che e` il volto di tutte
le donne: la sua storia individuale e` proiettata dunque su quella
collettiva, divenendone parte integrante.
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Mirella
Bandini
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(SETTEMBRE
1998) DI...SEGNO ITALIANO CENTRO EUROPEO PREPARAZIONE UNIVERSITARIA
(CEPU PER L' ARTE - TORINO)
Mathelda
Balatresi e` l' unica artista donna di questo raggruppamento uin
mostra , e ne palesa la condizione con grande fermezza .L' espressivita`
globale del corpo femminile e della sua identita` ,tematiche fortemente
sentite dalle artiste di oggi , sono al centro della sua poetica
trentennale , linguisticamente esplicita attraverso i suoi disegni
,tecnica nella quale lei , pittrice eccelle . Nella serie dei
Sensi, 1993, qui esposti in piccola partre, lo steriotipo del
corpo femminile appare sezionato in sequenze, a sottolinearne
la difficile unita`, La coscienza della "differenza"
sessuale sentita nella sua totalita` psicofisica dall' artista
toscana, diviene potenziamento dell' odierna soggettivita` femminile
che sottrattasi all' omologazione maschile, fonda la prima identita`
nella dimensione spaziale del corpo.
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IL
LETTO NEL GIARDINO-catalogo mostra
Un
immaginario pura poesia , di brani sussurrati piu` che urlati
, sembra costituire l' impianto degli spazi di Mathelda Balatresi.
Luoghi della memoria esorcizzati dalla realta` dell' impegno sociale
in cui la ' donna' si rapporta con l' operatrice estetica . Questo
suo duplice porsi e` alla base delle sue monocromie dai minimi
toni, quasi esasperati che nascondono una fitta e delicata trama
(segni/ griffi di pastello ) che sorregge l' intero spazio......L'
uso della tinta su tinta si caratterizza in modo preciso , in
questa serie ultima di tele: una ricerca di uno spazio tutto intimo
e memoriale realizzato dal variare di minimi toni, quasi a perdersi
nella nudita` delle architetture. Forse bisognera` poggiare la
testa sul guanciale del letto ancora intatto , per comprendere
il desiderio e la volonta` di andare oltre la finestra sul giardino,
oltre la mera accettazione di un ruolo, consapevole del proprio
impegno sociale.
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Riccardo
Notte

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IL
PROFUMO
Mathelda
Balatresi ha deciso di rappresentare l' irrapresentabile, perche`
se e` vero che il noto proverbio vieta di commentare le preferenze
del palato , cio` e` ancora piu` perentorio per quelle del naso.
La sfida di Suskind e` in fondo tutta li`.Perche`, ogni qualvolta
si sente parlare degli odori, viene fuori una nota di imbarazzo?....Eterei
, invisibili e ineffabili gli odori, delle quattro cause aristoteliche
partecipano solo di quella materiale. Ed e` per questo che il
diavolo si manifesta innanzitutto al naso .Egli pero` il naso
non lo possiede.Maestro di menzogna, non puo` mentire agli altri
sulla sua sostanza .Non a caso il racconto grafico della Balatresi
inizia cosi`.Con un uomo senza naso .
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LE
TEMPS SUSPENDU - ISTITUTO GRENOBLE
C' e`
un quadro di Mathelda Balatresi che forse piu` di altri sintentizza
il senso della sua opera. E` l' immagine della donna bersaglio
, unolio di piccole dimensioni che nasce dalla recente cronaca
della barbara lapidazione di una donna islamica , ovviamente "rea"
di adulterio, come tante altre martiri senza nome . La Balatresi
ha raffigurato questo evento senza compiacimenti ne` forzature.La
vittima appare ancora indenne ,sepolta fino al collo .Al suolo
compaiono ui cerchi concentrici tracciati per rendere ben visibile
il bersaglio. Ebbene , e` arduo immaginare una figura che sintetizzi
con maggiore castita` di mezzi il fatto che da sempre la sottomissione
della donna e` stata perpetrata negando innanzitutto la sua corporeita`
, e in seconda istanza , ma non con minor violenza , imprigionando
la sua mente .....Per elaborare il lutto non occorrevano certo
tante parole di circostanza ,ma soltanto l' umile pennello di
una pittrice....Questa forma di elaborazione e di progressiva
"pietrificazione" di ogni aspetto drammatico della vita
quotidiana della donna , di tutte la donne del pianeta , contraddistingue
l' intero lavoro della Balatresi.....Da qui una prima assimilazione
concettuale fra la donna e il paesaggio, che la Balatresi individua
nelle nudita` e nelle sinuosita` delle colline toscane, mollemente
adagiate sul letto della terra. Ed eco che da quel punto d' essere
si irradiano innumerevoli metafore dell' esistente come ad esempio
l' artista ibernata : rappresentazione icastica della bella addormentata
in una bara di cristallo. L' immagine centrale e` la quintessenza
dell' ambiguita` , anche perche` non e` chiaro se si tratti di
una donna imbalsamata ,inumata, pietrificata,o se invece in quelle
inaccassibili pareti di cristallo non si celi un oggetto del desiderio
artificialmente sottratto alla banalita` , oppure al comune senso
del pudore. L' artista pero` non e` morta , bensi` " ibernata"
in animazione sospesa , pronta a risvegliarsi in un tempo di la`
a venire.....In effetti "l' artista ibernata" chiude
anche un ciclo inaugurato dall' artista che partorisce i suoi
quadri. Tra questi due stadi dell' esistenza, tra la nascita e
la morte , l' artista compie molti gesti. Per esempio ella mangia
i suoi stessi quadri , o li partorisce con lo sguardo come per
magia. L' arte e` dunque un atto del corpo un evento ciclico come
le mestruazioni , o come l' infinita catena delle generazioni.
.....Certo , nell' opera della Balartresi ricorrono molte specificita`
, ma fra queste colpisce soprattutto la rappresentazione degli
archetipi . E` un pensiero che rema controcorrentre sopratutto
in questo nostro tempo che definisce la relazione fra i sessi
sulla scala mobile del " transgenderismo "....Corpo
sensibile e` il grande massiccio della donna bloccata nellĠatto
di quel tipico ascolto della terra che si traduce in un movimento
statico. Erratico e` al contrario il gesto dell' uomo che calpesta
la schiena della donna e che si allontana dalla casa...Talvolta
la natura e` semplicemente rappresentazione dell' energia divina
o demoniaca oppure e` la raffigurazione della lotta fra questi
estremi opposti...Oppure occorre osservare con occhio attento
le opere della Balatresi che raggiungonoo una cosi` equilibrata
sintesi tra il proprio sentire e quell' ordine senza inizio ne`
fine da cui tutte le cose principiano , e in cui tutte ritornano.
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Domani
al Grenoble una conferenza di Lyotard e i dipinti della Balatresi
Immmagini del tempo sospeso....
A esporre
sara` Mathelda Balatresi , artista toscana di nascita ma di formazione
napoletana. Ha frequentato l' Accademia di Belle arti. Intenso
il suo curriculum; la prima mostra personale e` del 1961 , nella
gloriosa galleria S. Carlo, al Chiatamone. E poi uno scorrere
di eventi di rilievo come l' esposizione al museo Pignatelli.
Innumerevoli le sue partecipazioni a rassegna nazionali. Quelle
che la Balatresi propone a partire da domani sono figure femminili,
come l' Artista Ibernata e la Donna che si avvolge nel prato.
Viaggio nel pianeta donna, ma anche al tempo stesso fascino e
eleganza e ironia. "Un punto d' essere intorno al quale ruotano
avvenimenti incostanti che non intaccano la sua eternita`"...
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Lea
Vergine

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UNA BIENNALE AI PIEDI DEL VESUVIO - OPERE DI RESPIRO EUROPEO A
NAPOLI, UNA VISIONE DEL PANORAMA ARTISTICO NEL MERIDIONE Il manifesto
giugno 1988
questa
Biennale del sud e` del tutto irrilevante rispetto all' assoluto:
ma attenzione, solo rispetto ad esso. Le biennali possono anche
non essere internazionali....Non siamo nati inutilmente ai piedi
di un vulcano. Quando si va a ben guardare questa Biennale si
incontrano diversi artisti che sono tra coloro che hanno tenuto
alto il prestigio della produzione italiana negli ultimi trent'
anni. Dico questo per eliminare il pregiudizio ed il complesso
di una mostra di serie b fomentato da polemicucce e incanagliamenti
locali. E voglio sottolinearlo, in un ambiente dove il malcostume
di comportarsi da colonizzati e` duro a morire. Siamo la periferia
dell' Europa - e` stato scritto da qualche parte - ; puo` darsi.....Quasi
una rivelazione inquietante Teresa non e` in estasi di Mathelda
Balatresi , un quarto di secolo di lavoro senza un riconoscimento
importante su scala nazionale)....
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Lina
Mangiacapre

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MOSTRA
DELLE FEMMINISTE PER LA CONQUISTA DI SPAZI
Paese
sera aprile 1977
Continua
la Galleria di Lucio Amelio in Piazza dei Martiri la mostra del
gruppo XX di Mathelda Balatresi , Antonella Casiello , Rosa Panaro,
Mimma Sardella. La mostra inaugurato il 13 aprile con un dibattito
della crativita` della donna, ha avuto momenti di estremo interesse
e violente reazioni . la mostra, una storia di quattro donne,
prende il via dall' esperienza del viaggio delle artiste alla
Biennale di Venezia, e porta avanti in chiave ironica e con un
linguaggio semplice e scarno, le esperienze di violenza e banalita`
di certi schemi mentali maschilisti......Disegni della Balatresi
denunciano: appena nasce una donna le si misura il cervello. "la
donna ha la testa troppo piccola per l' intelletto ma sufficiente
per l' amore" Lo dimostra un grafico del 1895: Y Bo scenziato
tedesco affermava: un' eccessivo sviluppo del cervello atrofizza
l' utero.....Dal manifesto del gruppo noi inventiamo la nostra
liberazione, inventiamo la liberazione reciproca dei due sessi.
Intentiamo un progetto di nuova esistenza e di nuova storia. Riappropriarsi
del proprio linguaggio e della propria staria significa anche
avere altri spazi per potersi esprimere e gli spazi devono essere
aperti alle donne.
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La
voce della Campania Napoli aprile 1977
PREGO,
PENETRI PURE
Mercoledi`
13 aprile alla Moder Art Agency, Mathelda Balatresi, Antonella
Casiello, Rosa Panaro e Mimma Sardella autodefinitesi " Gruppo
xx" in richiamo ai cromosomi femminili, programmavano il
loro primo intervento in chiave femminista nel settore arti visive.
L' incontro in galleria non c' e` stato e in un atmosfera di azioni
mancate, in un clima provocatorio ed aggressivo che ben presto
si e` instaurato nei confronti delle operatrici e delle operazioni
in generale ( il discorso coinvolgeva anche la finalita` del gallerista
che le ospitava) non ha permesso tutto questo. il dibattito ha
puntato su temi ancora una volta globali e dunque astratti che
solo marginalmente potevano trovare un punto di contatto con l'
operazione del "Gruppo XX ". Non si puo` che annotare
con ironia, l' andamento tutto sommato surreale (oltre che surriscaldato)
dell' intera serata. L' improvvisazione (ma non quella che nasce
da una cultura a lungo sedimentata), il gioco come farsa, la polemica
come provocazione si sono avvicendate in una ridda di interventi
che solo l' attento ascoltatore della registrazione messa gesuiticamente
in atto da Amelio "fato che ammalia" potra` forse pazientemente
decifrare.
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Mostra
libreria guida 1967 "L' IMMAGINE FELICE"
L' IMMAGINE E L' OGGETTO
Mathelda
Balattresi, attraverso la propria operazione, realizza e rappresenta
all' interno del quadro oltre che la presentazione dell' immagine
anche il rimando alle tecniche automatiche che la determinano.
Tecniche, come il cinema che sono riuscite a catturare e restituire
il fattore temporale, attraverso l' esemplificazione della sequenza.
Con tale procedimento la Balatresi suddivide la superficie del
quadro in diverse zone privileggiate, dove all' interno vengono
restituiti vari momenti di un' azione, la quale e` la risultante
dei significati di ogni singolo fotogramma. Ironicamente viene
mimato il tempo filmico, che qui riceve una rapprentazione globale.
Naturalmente restano inalterate le ridondanze formali che qui
vengono conservate proprio per rispettare il momento pragmatico
della percezione dell' immagine. Cosi` rimane rappresentata l'
esigenza di una certa enfaticita`, la quale si realizza attraverso
il riporto ed il fissaggio di gesti quotidinani, che pero` hanno
una loro continua celebrazione nei films, nella pubblicita`......Solo
che qui , alla fine, l' immagine assume uno spessore inusitato
dovuto all' intenzione dell' artista di spezzare l' incanto della
perfezione tecnica di riproduzione attraverso la presenza di grumi
di colore che sembrano immunizarci dalla felicita` della visione.
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1
FEBBRAIO 1997- ARTE: L' ISTITUTO GRENOBLE ESPONE LE ULTIME OPERE
DELLA BALATRESI."PERCORSI DEL CUORE"
L' opera
di Mathelda Balatresi e` come sospesa tra i solchi del tempo.
Le opere esposte all' Istituto francese Grenoble risentono di
una lucida autobiografia dove il soggetto femminile e` raffigurato
con una "castita`" quasi androgena, controversa ma pervasa
da una serenita` invadente. I corpi si confondono con i paesaggi
i paesaggi con i sentimenti, i sentimenti con la narrazione, la
narrazione con la creativita`, la creativita` con il ruolo sociale....E`
una lettura in solitudine, femminile e privata delle stagioni
della vita. I colori sono brumosi, le terre definiscono languidamente
i percorsi del cuore della Balatresi senza falsi abbandoni. ....Ogni
opera sembra intessuta con provenienze infantili, da un ingenuita`
disarmante e superata dove il riscontro con il segnale del vivere
comune e` rintracciabile solo attraverso alcuni simboli usati
dall' artista per compensare questa nuda neccessita`......I quadri
e i disegni risultano essere interpreti e incontestabili protagonisti
di ipotetiche stanze dei sogni. In un percorso marginale alla
vita intellettuale di una Napoli a cavallo fra gli anni '60 e
'70 , Mathelda Balatresi, come molte artiste di quegli anni, ha
mantenuto una coerenza sommessa contro una dura e spietata mentalita`....Molte
di queste protagoniste divise tra il ruolo di artiste, mogli ,
madri, sono state mortificate e relegate al ruolo di pure comparse,
nel migliore dei casi, o costrette all'abbandono completo dell'attivita`
espositiva....E` difficile oggi poter dire quali pieghe avrebbe
preso la cultura artistica campana se fosse stato consentito un
maggiore impegno alle figlie dell' arte....
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1
FEBBRAIO 1997 - L' INVADENZA DELLA MEMORIA E LA PREZIOSITA` DELL'
ARTE PURA
Mathelda
Balatresi artista venuta fuori da quell' antica schiera della
scuola di Notte, di cui,in piena liberta` anchella ha percorso
una sua strada, e` una pittrice fine e sensibile, sostanziosa
di metafore, di allusioni, di significati psicologici, e di una
introspezione che rasenta i limiti di continue visitazioni in
un io assoluto di dimensione piena di una storia propria, con
un richiamo continuo alla premianza metafisica.....In un;analisi
che ben si percepisce, nel quadro della Balatresi ogni forma,
ogni figura, ogni delineazione e` racchiusa nell' essenza di questa
esistenza, in una geometria piana o volumetrica, ove il contorno
e` linea unica e il colore e` perfetto nel controllo dell' uniformita`......e`
quasi una coscienza astratta che ti si muove contro, da cui per
un' infinito incommensurabile, si raggiunge una filosofia di sostanza,
di pensieri, di riflessioni e di raggionamenti, certamente non
pragmatici, ma tutti psicologici.
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Il
mattino-maggio 83 ZITTI, L' ARTISTA STA CITANDO
...La
dove il lavoro ci convince di piu` e` nel caso della mostra di
disegni di Mathelda Balatresi nella palazzina Rothschild. Le opere,
fitte trame tessute nel disegno, hanno una logica rigorosa e ben
cadenzata. La Balatresi senza troppi clangori e furori a` la page
realizza una pittura tenue e tenace dalla metafisica luce diffusa
e dalla compostezza di un primitivo italiano, e narra , con parole
silenziose, di storie solitarie, dove i protagonisti sono oggetti
marginali della quotidianeta`....Il simbolismo dei suoi oggetti
e` discreto appena sussurrato e le immagini sono filtrate attraverso
un velo lattiginoso difficile da rompere. La verginita` della
sua pittura non puo` essere contaminata da segni alieni al suo
lento sognare.
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