In questa sezione sono raccolti estratti di articoli selezionati e pubblicati in cataloghi o quotidiani. Numerosi autori hanno scritto sul lavoro di Mathelda Balatresi. Cliccando sui nomi in grassetto del materiale in lista potrete entrare direttamente nella sezione interessata.

 

Hanno scritto di lei: Salvatore Abita - Mary Attento- Mirella Bandini -(1998 Il Vesuvio sul seno sinistro-Presentazione alla mostra Personale, Centro di Sarro -Roma-Presentazione in catalogo alla mostra Di.....segno italiano, Torino settembre 1998)-Simona Barucco -Enzo Battarra - Carlo Barbieri - Giuse Benignetti - Massimo Bignardi- (1982 Immaginario riflesso. Presentazione al catalogo,Museo Archeologico S. Benedetto Salerno)- Oreste Bilotti - Achille Bonito Oliva -( 1967-L' immagine felice, Presentazione al catalogo della mostra "l'oggetto e l'immagine"- 1968-Presentazione al catalogo della mostra "Arte in Campania ,ricognizione")- Michele Bonuomo -(1980 Quadro al privato, Il Mattino 11 novembre , 1982 Una situazione quasi critica, Il mattino 26 marzo , 1985 Balatresi e Lippi al Castello Aragonese, il Mattino 18 maggio, Angelo Calabrese - Ela Caroli - 1977 Il vaso di Pandora, tutti i mali della donna, Paese Sera 14 giugno, 1984 I sogni di Mathelda Balatresi, Napoli City maggio, 1985 Presentazione alla mostra personale, Castello Aragonese, Ischia, 1988 Artisti meridionali unitevi nella Biennale, L' Unita` 10 giugno, 1997 Presentazione al catalogo della mostra personale Les Temps Suspendu , Istituto Grenoble Napoli gennaio, 1998 La Balatresi propone il Vesuvio sul seno, Corriere del Mezzogiorno 20 marzo, 1999 Erotismo e grafica per Mathelda, Corriere del Mezzogiornoo 30 settembre - Luciano Caruso - Antonio Castaldi - Floriana Causa - Etta Comito- Vitaliano Corbi - Salvatore di Bartolomeo - Elio Galasso - Michele Gentile - Veravita Gioia - Carlo Grassi - Gino Grassi - 1972 L' operazione Vesuvio, Napoli Notte 16 giugno, 1974 Presentazione al catalogo della mostra Napoli che deve cambiare, Galleria Colonna Napoli - Nicoletta Hristodorescu- Arcangelo Izzo -Mario Maiorino - Lina Mangiacapre - Lorenzo Mango - Filiberto Menna - Franco Mollica - Claudia Motta - Riccardo Notte - Aldo Passoni - Vincenzo Perna - Elvira Procaccini - Giacomo Pucino - Paolo Ricci - Maria Roccasalva - Paola Santucci Pari - Mimma Sardella - Umberto Serra - Aurora Spinosa - Nicola Spinosa - Tiziana Tricarico - Angelo Trimarco - Marcello Venturoli - Lea Vergine - Giuliana Videtta - Francesco Vincitorio - Linda Irace - Rosario Pinto - Ugo Piscopo - Elvira Procaccini - Donatella Gallone - Giorgio di Genova - Massimiliano Fuksas - Angelo De Falco - Marinetta Picone Petrusa - Enrico Crispolti - Raffaello Causa - Stefano De Stefano- Federica Di Castro - Armando Miele

 

 

Ela Caroli

 

 

 

IL DOPPIO E IL GIOCO

Mathelda Balatresi Il gioco delle evanescenze, il doppio dell'esterno che penetra nell'interno. I simboli dell'intimita` violata, la sottile ragnatela di graffi. Le tonalita` pastello che giocano con le fosforescenze. L'artificio e la donna, il sogno finito e la camera angusta.

 

 

 

 

 

 

 

Ela Caroli

 

VULCANI & SIRENE

...Uno spazio esterno che irrompe spesso nell'interno della sua casa e del suo spirito: la pittura di Mathelda Balatresi e` infatti sospesa tra pigrizia e attenzione, tra sogno e realta`, tra ordine e fantasticheria. Il motivo della soglia, del limite, del prato verde che invade le stanze della casa, il letto adagiato nel giardino come per accogliere una "bella addormentata" e il suo lungo sonno, sono stati tempi sempre cari alla Balatresi: l'apparente immobilita` delle sue costruzioni surreali, vagamente magrittiana, nasconde un'inquietudine non fredda, bensi` ansiosa e lacerante, che nei disegni era evidenziata attraverso la sottile rete di nervature, di graffiature, come capelli spezzati o un sistema di arterie che irrorano il foglio di luminoso colore. Il senso dello spazio concluso, dominabile, si concilia con l'uso della monocromia, o comunque della selezione di timbri cromatici in un ventaglio limitato: e non sono i colori della natura, illuminati dal sole, ma un verde fosforico, un azzurro metafisico, un arancione e un viola postnucleari, un azzurro metafisico ed onirico, un grigio neutro da liquido amniotico, che prelude a tutte le vite possibili... Ho definito tempo fa la pittura della Balatresi una pittura "da camera", senza l'enfasi della sinfonia, ma fatta di un concentrato sommesso e rarefatto, come un quartetto d'archi. Le pause servono, come nell'orchestrazione di un concerto musicale, ad evidenziare i passaggi dei tempi, dove si parte da un "andante" o da un "pianissimo" per arrivare ad un aggressivo "allegretto". E` il colore che funge da registro in queste composizioni che hanno sempre un leit-motiv: un albero, una poltrona da giardino, un piccolo aereoplano, oggetti semplici e immediatamente riconoscibili, in un figurativo ridotto all'essenziale, fatto di estremo rigore, dove il disegno e addirittura il contorno giocano nella rappresentazione un ruolo chiave. Nell'atmosfera astratta dei dipinti della Balatresi c'e` sempre un discorso che si sviluppa, si articola e si definisce compiutamente, sia pure attraverso un linguaggio simbolico e spesso addirittura criptico: e` un discorso di ribellione e di passione contenute e contratte ento le stanze e i labirinti che soffocano la vita; un discorso che negli ultimi tempi si e` fatto piu` chiaro, attraverso la definizione spazio-temporale della rappresentazioni. Un Vesuvio in violenta eruzione, che sembra scardinare l'ordine delle cose; le statue sul cornicione, le palme e l'incrociatore nel golfo, il monumento equestre, indicano chiaramente che e` Napoli il luogo di tutte le metafore possibili, delle intransitabili utopie, quell'Hortus Conclusus dove non e` piu` possibile la meditazione... Mathelda Balatresi celebra ora il passaggio, la transizione: l'uscita dal giardino dell'Eden l'ingresso al giardino delle Esperidi per raggiungere i pomi d'oro; lo scorrimento attraverso il tempo e la storia, con l'aiuto dell'immaginario permette all'artista una posizione di volta in volta diversa, che gode di prospettive mutevoli, a volte vicine al polo della realta`, a volte vicine al polo dell'immaginazione... Un luogo interiore, Napoli, trasfigurata e pure riconoscibile: una Napoli onirica, "da camera" popolata di gradevoli fantasmi, una Napoli a passo ridotto e senza frastuono, messa a tacere dalla pioggia di cenere del suo vulcano; dove forse e` ancora possibile una vita in cattivita` per una sirena domestica, ma da cui Flora, l'ultima sacerdotessa della Dea italica, cantata da Ovidio, avvilita, e` andata via per sempre.

 

 

 

 

 

Ela Caroli

 

 

 

 

UNA MOSTRA ALLO STUDIO MIELE CON BALATRESI ECCO LA PITTURA ...."DA CAMERA"

allo studio Miele di Nola un attivissimo spazio per le arti visive, espone Mathelda Balatresi

... Equilibrio interiore e limpidezza del segno sono i caratteri piu` evidenti del discorso della Balatresi, un discorso senza enfasi, senza note troppo acute o basse, con una orchestrazione sommessa e rarefatta, quasi un quintetto da camera. E non a caso, proprio da camera puo` definirsi questa raffinata pittura raffinata e soggettiva....l'ambivalenza dello spazio l'ambiente esterno che si scambia con l'interno era il leift-motiv di quelle opere esposte a Villa Pignatelli nella scorsa primavera; ed oggi il discorso si sviluppa, si articola e si definisce compiutamente nell' atmosfera vagamente astratta e metafisica che emana dagli spazi vasti e dalle cose sospese come in un vuoto pneumatico..... Il colore, poi, gioca un ruolo determinante; la Balatresi usa effetti monocromatici, un verde penicillina acceso, un celeste impalpabile, un grigio evanescente,dove poche altre tinte sono tollerate, pochi spazi che non turbano il registro dominante...In questi segni nervosi ma leggerissimi, c'e` forse la quieta ribellione femminile della Balatresi, la sua rabbia sussurrata e composta, la sua passione trattenuta....

 

 

 

Ela Caroli

 

VENERDI 10 GIUGNO 1988 - L' UNITA` "ARTISTI MERIDIONALI UNITEVI NELLA BIENNALE"

A Napoli una rassegna dedicata a pittori e scultori del sud....Sembra una provocazione: eppure la biennale del sud - Rassegna di arte contemporanea inaugurata il 27 maggio scorso nelle splendide sale restaurate dell' Accademia di belle arti di Napoli e`, tutto sommato una boccata di vitalita` e speranza per i precari destini delle arti visive....quaranta artisti meridionali sono stati invitati a rappresentare,in questa prima edizione, il panorama della cultura visiva del sud. Molti di essi ormai vivono dispersi tra Milano e Roma, altri sono rimasti ad operare nella propria terra d'origine...si possono configurare due gruppi: gli artisti piu` connotati storicamente e quelli che testimoniano nuove situazioni artistiche....In fondi azzurri e ricordi edipici, Mathelda Balatresi rende piu` incisiva la sua pittura da camera con violenti segni di fulmine.....

 

 

 

Arcangelo Izzo

 

DAL CATALOGO RIVELAZIONE - MAGGIO 1981

....Per Mathelda Balatresi le tele non sono oggetti da guardare, ma veicoli che danno forma ad immagini visive, a frammenti di sensazioni per cui il quadro, solo apparentemente tale, si libera dalle profondita` spazilai e dalle vibrazioni ottiche a favore di una qualita` per cosi` dire , oggetuale che rigetta ogni specie di virtuosismo. la sua immagine, quasi iperreale, che allude alla condizione della donna e dell' eros, attrezzata su un quadro senza cornice, affronta, nell' intimita` di una stanzetta una tela mobilmente appuntata alla parete. Qui ,il particolare della mano, del dito e del serpente, diventano i segni di una differenza spaziale minima cui coorisponde una distanza inmmaginaria massima. I colori usati a lora vollta, sembrano contemporaneamente instabili , ma fisici cosiche` suggeriscono frammenti di vita e impulsi ribelli. E il rimando alla mano e al dito, cioe` al frammento e alla mobilita` della tela, trovano l' artista impegnata sui livelli della sensazione e per tanto quegli impulsi vengono superati dalla suggestione di una calma meditativa. In tal modo il frammento tutto evoca e tutto disperde il discorso dell' artista, caricandosi di surplus, diventa impossibile cosi` come e` "inafferabile il discorso d' amore, l'oggetto della dedizione amorosa" (R. Barthes).

 

 

 

 

 

SABATO 17 OTTOBRE 1987 - IL GIORNALE DI NAPOLI AL BANCO DI SANTO SPIRITO UNA PERSONALE DI MATHELDA BALATRESI

Mathelda Balatresi e` una delle artiste a napoli piu` impegnate nel panorama della pittura che sa manifestarsi ai livelli piu` alti di maturita` espressiva...Delicata qualita` onirica in cui la casa viene rivissuta nei suoi elementio simbolici - il letto, la sedia, il giardino - in un lungo sogno colorato che ne trasfigura i termini reali in presenze poetiche cui affidare il diario di un "immaginario quotidiano".....Ancora oggi nel nuovo ciclo sulla "casa" Mathelda Balatresi e` assente dalla scena, ma la sua presenza si avvverte di piu` negli elementi che sconvolgono la sua esistenza: il vento, l' acqua, le nubi, il fuoco entrano nella sua casa e ne schiantano le pareti ne fanno scoppiare il tetto e le strutture. Solo dopo la tempesta e la scossa la mano erborea dell' artista tenta con le sie dita di rosso fuoco, di ricostruire e di ricreare il clima di intimita` sivvertito.....Percio` non si puo` piu` parlare di reverie di fraonte alla pittura di Mathelda Balatresi ma si deve parlare di pittura dinamicamente romantica; nei suoi colori che restano soffici e sensuali, bisogna riconoscere la qualita` alchemica che rende preziosa la "poverta` concettuale dei toni".

 

 

 

 

 

DI SCENA LA BALATRESI, LA VALLA, SPATARO, LAMBERTI E MIRANDA (NAPOLI NOTTE 25 FEBBRAIO 1984)

Allo studio Miele di Nola Mathelda Balatresi ripropone quella serie di opere che hanno fatto parlare di una sua nuova esperienza pittorica. Tutta giocata sulla reverie che fa i conti con la sperimentata scaltrezza del mestiere e la difficolta` della materia, la pittura di Mathelda Balatresi crea elasticita` del segno, virtualita` del movimento e atmosfera vibratile, ora sospesa intorno agli oggetti dei privatizzati, ma intimamente e poeticamentre personalizzati, ora avvolgente il giardino dei giochi interrotti o il paesaggio della citta` rivissuta nell' occhio esploso di una vertigine colorata. La luce che sembra diffusa dal basso a creare il respiro dell' aria riversata dall' alto a tagliare i volumi di recinti chiusi, incontra la linea che, soprattutto in certe ultime recentisssime prove, segna nella memoria la caducita` della forma...

 

 

 

 

 

 

Arcangelo Izzo

 

 

I PROTAGONISTI NAPOLETANI DELL' ARTE DEL DOPOGUERRA DA ALFANO A WASCH IMPS - 11 GENIALI PITTORI (LA GRANDE MOSTRA DI S. GIUSEPPE VESUVIANO) Napoli notte 20 ottobre 1983

....Immune della preoccupazione dei aumentare il potere della parola per lasciare intatta l' arte, Gino Grassi va a cercare dietro una "svolta" alcuni tra i "protagoisti napoletani dell' arte del dopoguerra"... Appare evidente come gli artisti napoletani abbiano saputo opporsi all' utopia della rassegnazione emergendo non dalle acque stagnanti della tradizione, ma dagli scogli della navigazione di un mare infido e lusinghiero...L' arcaicita` delle situazioni non impedisce e non blocca la creativita` dei veri artisti ne tanto meno di quelli napoletani che attraversano correnti e tendenze, fenomeni e materiali dell' arte con una loro qualita` che avvalora e insaporisce ( da sapienza anche cio` che negli altri e provvisorio, effimero o solamente alla moda.....I pittori e gli scultori presenti alla mostrra curata da Gino Grassi per "Giugno vesuviano".... sono tra quelli che hanno indicato l' angolo svolta dietro il quale spazia lo sguardo di aquile rapaci, che volano contro e al di sopra della transavanguardia per quella loro forza di essere napoletani. La presenza di Mathelda Balatresi vuole altresi` testimoniare, come frammento di discorso che si dovra` compiere, la compresenza anche a Napoli, dell' altra parte dell' avanguardia.

 

Nicola Spinosa

 

 

 

 

IL FUOCO INCROCIATO

Le immagini assai spesso perdono, una volta trasferite nelle pagine dei quotidiani e dei rotocalchi, immediatezza di simbolo e di significato, comunicando al fruitore un messaggio che il piu` delle volte risulta adultero o svilito dei suoi contenuti originari.....Avvertita questa tendenziosita` del legame tra l' immagine fotografica del rotocalco e il suo fruitore, Mathelda Balatresi la libera allora dal suo contesto originario e la trasferisce sulla tela. Durante le fasi di questo processo, che presuppone una selezione delle immagini di maggiore attualita` secondo un impegno politico ed umano fin troppo evidente, i contenuti emotivi e simbolici presenti all' origine nel soggetto raffigurato riacquistano quell' icasticita` svanita tra il fuoco incrociato di immagini diverse. L' elaborazione manuale del processo permette infatti alla Balatresi di penetrare all' interno dell' immagine selezionata, di coglierne i nessi visivi piu` significativi di liberarla nella sua struttura segnica di piu` immediata comunicativita` e al tempo stesso di arricchirla di ulteriori implicazioni semantiche che la meccanicita` della ripresa fotografica non avrebbe mai potuto percepire. Il risultato e` un immagine nuova, forse anche diversa da quella giornalistica da cui Balatresi era stata inizialmente sollecitata.

 

 

 

 

Filiberto Menna

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Filiberto Menna

 

 

CATALOGO LETTO NEL GIARDINO- VILLA PIGNATELLI-(MAGGIO 1983)

 

Curioso destino questo di Mathelda Balatresi legato a una pratica della pittura che ha avuto in ogni momento tutti i titoli per entrare a far parte della cerchia ristretta delle personalita` artistiche piu` definite ed emergenti non solo nel panorama napoletano e che , invece , e` rimasta sempre sulla soglia , in una posizione marginale . Le ragioni di questo destino non sono facili a dirsi: forse c' e` da metter in conto un temperamento schivo e nello stesso tempo orgoglioso che ha spinto l'artista ad appartarsi , a vivere in solitudine la propria vocazione; forse bisogna tener conto anche di una condizione piu` generale , la condizione femminile , che ha reso piu` difficile l' entrata in situazione della Balatresi come di molte altra artiste.Sta di fatto che gia` negli anni sessanta , quando Mathelda Balatresi aveva dato prove assai originiali nell' area di un' arte di ricognizione ed di reportage ,sorrette da una forte sensibilita` pittorica e da una capacita` di definizione essenziale della forma,la sua opera si collocava in una posizione appartata pur riscuotendo il consenso unanime della critica. Le cose non sono cambiate di molto nemmeno in seguito: saltuariamente Mathelda Balatresi emergeva dal cerchio chiuso del proprio studio e ci dava notizia del suo lavoro cogliendoci sempre di sorpresa per la qualita` dei risultati ; e poi , subito dopo , sprofondava di nuovo in una sorta di lontananza , senza piu` darci messaggi di se` e del suo lavoro. Certo tutti l' abbiamo incontrata in occasione degli avvenimenti che contavano, a Napoli, ma tutto finiva li`, quasi che l' artista ponesse tra gli altri e il suo lavoro uno sbarramento. E` stato percio` per pura casualita` che, ora e` un anno circa, sono capitato nel suo studio e ho potuto vedere il suo lavoro recente. Ed e` stato un caso felice perche` ci siamo subito resi conto (io e gli amici che stavano con me in quella visita occasionale) della qualita` intensa dei risultati raggiunti dall' artista in lunghi anni di lavoro compiuto nella solitudine del suo studio. E a me pare che questa condizione appartata, vissuta senza angoscia, anzi con una sorta di concentrata felicita`, si avverta con chiarezza nell' opera recente dell' artista, che si potrebbe definire come un "voyage autour de (sa) chambre". "Io mangio davanti al mare, e al Vesuvio, ho il letto nel giardino e sul cavalletto, ma lavoro in una stanza senza finestre perche` il mare sono io e il Vesuvio e` sul mio seno sinistro" . Cosi` termina una breve testimonianza sulla propria opera che Mathelda Balatresi ha voluto affidare a un testo tra prosa e poesia. E a me pare che l' artista ci dia qui una buona chiave per interpretare la sua opera interamente consegnata ad una esperienza immaginaria che si configura appunto come una peregrinazione all' interno della propria stanza: un viaggio compiuto come un sogno ad occhi aperti, lungo gli andirivieni e i labirinti della reverie. L' artista e` assente dalla scena, ma gli oggetti sono sue controfigure, parlano con la sua voce: il grande letto e il giardino che si vede al di la` della finestra, la sedia in ferro, l' albero e le palme svettanti o l' aeroplanino che se ne vola via abbandonando il rifugio della casa - armadietto dove era custodito. Nel campo di scorrimento del simbolico tutti questi oggetti assumono la funzione di presenze familiari che conducono il soggetto a ritroso nel tempo e lo spingono lungo i sentieri sinuosi, della memoria involontaria, fino al luogo profondo, segreto, confusivo, dove le cose stanno l' una al posto dell' altra con uno scambio delle parti e di ruoli che tengono in scacco il principio di non contraddizione della logica tradizionale. Sicche` il letto se ne sta dolcemente posato sul soffice prato, verde su verde, e l' albero appare nel bel mezzo della stanza; il prato, a sua volta, abbandona il giardino e si insinua lentamente all' interno della casa, si trasforma in tappeto con ancora uno scambio di parti, questa volta tra naturale e artificiale; altrove, la scena si presenta come un doppio e gli oggetti si guardano reciprocamente come immagini in uno specchio, giocando sull' ambiguita` tra realta` e illusione. Per la messa in scena di questa rfeverie quotidiana Mathelda Balatresi ricorre a tutta la sua sperimentata scaltrezza pittorica: le immagini appaiono cosi` definite entro unn disegno che ha la semplicita`(apparente) di un dipinto naife e sembrano fondersi l' una nell' altra in virtu` di un cromatismo diffuso che avvolge ogni cosa in un velo luminoso di azzurri e di verdi lievissimi, metafora pittorica del ritorno a un originario luogo di indistinzione, di cui l' opera si fa interprete sul filo della memoria e della nostalgia.

 

 

 

Filiberto Menna

 

 

 

MOSTRE PARALLELE - GALLERIA COMUNALE DI ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA (APRILE 1983)

 

....A parte Balatresi, che ha alle spalle una esperienza piuttosto lunga (intorno alla meta` degli anni 60 l' artista era gia` una presenza rilevante nel panorama napoletano), gli altri tre artisti che propongo in questa mostra presentano un tirocinio molto piu` breve e soltanto ora entrano, per cosi` dire, in situazione. Ma anche Balatresi si presenta, oggi, in vesti del tutto nuove rispetto ai suoi momenti precedenti...."Io mangio davanti al mare, e al Vesuvio, ho il letto nel giardino e sul cavalletto, ma lavoro in una stanza senza finestre perche` il mare sono io e il vesuvio e` sul mio seno sinistro". L' artista e` assente dalla scena, ma gli oggetti sono sue controfigure, parlano con la sua voce: il grande letto il giardino che si vede aldila` della finestra, la sedia in ferro, l' albero e le palme svettanti o l' aereoplanino che se ne vola via abbandonando il rifugio della casa-armadietto dove era custodito.

 

 

Elvira Procaccini

 

 

 

 

IL FUOCO DELL' ARTE

Se non avessi la possibilita` di dipingere, di sentirmi "attraversata" dall' arte, non vorrei neanche esistere. Non vorrei esserci.... Nella sua voce non c' e` compiacimento ne esaltazione. Mathelda Balatresi e` ad un tempo straordinaria e semplicissima, proprio come la ricordo. Sono passati tanti anni; le ho detto che seguo il suo lavoro da quando ne avevo quindici. "Non lo immaginavo, non lo sospettavo neanche...Verso la meta` degli anni sessanta non era facile incontrare un' artista. Forse davvero i "maschi" le tenevano nascoste per evitare confronti....ma a me piace pensare che fossero loro, le donne, a scegliere altri percorsi, ad evitare le sttrade affollate e il chiasso degli uomini....Fra i materiali che la sua anima ha trattato c' e` sicuramente "il piombo massiccio della pazienza". Deve averlo conosciuto presto, se e` riuscita a sottrarsi al volere degli altri per seguire qualcosa...senza la quale non vorrrebbe esistere......Alle mie spalle, quadri altrettanto recenti, in cui le luci del sud si fondono con quelle della toscana, dove l' artista e` nata. Mi soffermo su "Gioca col fuoco" una tela del '99. E` magnetico lo sguardo della donna che libera fiamme dalle dita per creare cerchi e spirali. E` il "grande gioco", sembra volerci dire, e c' e` poco da sorridere. Persino il titolo esprime una forza interiore, la volonta` di "osare" la fuga dai luoghi comuni.

 

Maria Roccasalva

 

 

 

 

 

CENTRO DOCUMENTAZIONE RICERCA ARTISTICA CONTEMPORANEA L. DI SARRO - 31MARZO / 18 APRILE 1998

 

 

Riservata, misurata, silenziosa, apparentemente liscia e rasserenante come un lago alpino, Mathelda Balatresi e` in realta` una forza della natura minacciaosa e inquietante un fuoco che divampa. Questa donna che vive in solitudine quasi claustrale, che ha fatto della pittura il suo unico interlocutore, il senso estremo della sua vita commisurando ad essa ogni interesse, ogni turbamento, ogni passione senza mai lasciarsi sedurre dal conformismo delle mode, oggi, in quest' epoca di ebra confusione ed effimeri destini e` un raro esempio di rigore intellettuale e coerenza morale. E ovviamente ne patisce le conseguenze. Fedele solo a se stessa con quale terribile, perversa inesistenza essa dipinge il dramma della condizione esistenziale delle donne! delle donne di tutte le culture, delle violazioni di tutte epoche, degli orrori di tutte le ideologie. E lo fa rischiosamente non caricando i soggetti di espressione, difformando la figura o sconvolgendo lo spazio della rappresentazione, ma con un rigore formale pacato e quasi ossessivamnete ordinato. le non guarda a Picasso, ma a Piero della Francesca.Toscana di nascita, la Balatresi non ha nemmeno assorbito quella violenta luce mediterranea che incide di dramma l'aspetto esteriore di napoli pur essendo il vesuvio teme ricorrente e prediletto della sua pittura.La luce che dilaga chiara e discreta in tutte le sue opere, semplificata nella sua gamma cromatica, le sospende in uno spazio enigmatico e definito... Cielo senza strappi, case senza incrinatura anche quando scoppiano, terra senza scabrosita`, mare senza onde, donne senza rughe: nessuna grinza, nessuna apertura, nassuna leggerezza in questo colore che grava carico di tutto il suo peso come un destin...In virtu` di questa trasposizione ordinata e riflessa noi percepiamo la sofferenza e l' angoscia dell' artista.........E la percepiamo non come un grido sensibile all' orecchio ma con una forma visibile che ci rivela la nostra stessa condizione umana.

 

 

 

 

 

 

 

Maria Roccasalva

 

BALATRESI INVENTA UN GIARDINO BICOLORE

l'Unita` 21 maggio 1983

.....La mostra e` intitolata" Il letto nel giardino" e` tutta articolata su due temi dialettici : il dentro e il fuori, il chiuso e l' aperto, il raccoglimento e lo straripamento.......Apparentemente questi disegni sono dissimili dalle nitidezze dei contorni che le precedenti rappresentazioni della Balatresi possedevano.......Lo stesso gioco ambiguo che prima isolava le figure con una sorte di pervicace ostinazionme, in cui la rigidita` del contorno serviva da protezione e schermo esteriore della ribellione. Anche la poetica femminile non e` mutata. Non si muove niente in questa atmosfera vibratile e sospesa, ma tutto: elesticita` del segno, virtualita` del movimento, lascia presagire che qualcosa sta per accadere, come se la donna, luogo privileggiato della fragilita` umana, l' essere scacciato dal giardino dell' Eden.........meditasse il sovvertimento- tanto piu` insidioso , perverso e fatale e quanto piu` naturale e "ordinata" e` la rappresentazione- di un ordine. E` questa presenza latente avvertita come oscuro presagio, ....la stessa inquitudine che ci assale davanti ai silenzi metafisici di De Chirico e alle ambiguita` surreali di Magritte; ma con un' apprensione nuova, quella di un' attesa che non conduce verso nessuna meta.... Si afferra allora tutta l' ambiguita` della pigrizia espressa da quel letto, che e` il luogo di un' inazione attiva, ma anche il luogo di tutte le transizioni possibili, dove nostalgie e desiderio vengono ad impregnare di tempo mille colori......

 

 

Gino Grassi

 

UN LETTO NEL GIARDINO

......E` di scena a Villa Pignatelli con una mostra intitolata " il letto nel giardino" che prende le mosse da quella di Verona. Mathelda Balatresi ha tutto un suo modo di articolare un discorso pittorico o grafico. Il modo di esprimersi della sensibile artista e` di carattere nettamente intimistico per quanto attiene al suo rapporto psicologico con gli altri e con se stessa e cio` porta l' artista ad elaborare i disegni con notevole partecipazione di sentimento e ricorrendo a tonalita` assai delicate, con predominio di verdi-acqua e di tenui ocra. Vuol dire che la Balatresi, pur nel recuperato rapporto con l' immagine, non ha voluto rinunciare alle proprie convinzioni analitiche e fa pesare questo suo maturo e consapevole atteggiamento nell' economia del lavoro. Il quale e` incentrato sul rapporto tra l' artista e il suo letto-pensatoio. E` mentre sta a letto che la Balatresi rimane sola con se stessa ed e` naturale che questo essenziale arredo diventi il punto focale della ricerca. Per questo motivo, l'artista trasporta, con il proprio immaginario, il letto nel giardino di casa (che e` l' ambiente che piu` ama dopo la camera da letto) perche`, appunto nel giardino, c' e` la poltrona dove sta seduta spesso di giorno quando stabilisce il dialogo quotidiano con la sua memoria che le ritrasmette eventi apparentemente dimenticati.

 

 

 

 

 

Mimma Sardella

 

 

 

 

 

VULCANI E SIRENE - Catalogo Ischia 1985 -

Autobiografica sempre, analitica oltre il segno, Mathelda Balatresi spiega sottili storie di reali fantasie, perche` nate dall' idea che e` (Hegel). Sono atmosfere ferme e rarefatte. L' origine toscana (pensa alla cultura figurativa quattrocentesca tutta disegnativa), e` forse un "principium vitae" del suo segno? Tanto questo e` sempre preciso, netto, sottile, sia su carta che su tela, lo stesso sia che lo usi per definire ambienti o oggetti inanimati che oggetti animati: le sue 'persone" sono simboli impalpabili, anche quando tra i contorni un colore naturale campisce lo spazio. Nelle facili definizioni che siamo soliti trovare per etichettare una ricerca qualsiasi, e nell' ambito figurativo gli errori sono spesso macroscopici, si puo` provare a leggere il segno di Mathelda come rappresentazione vicina al "metafisico"....... Letto, il giardino, l' albero, la sedia, la sedia sul letto nel giardino, tutto verde, stesso come se fosse un disegno acquerellato - dov' e` il tratto pastoso del pennello? Non c' e`, mai, sulla tela di Mathelda, quasi non fosse vero che la tecnica usata e` la pittura ad olio - questi i soggetti rappresentati di recente, da Villa Pignatelli a Nola. Poi - dice Mathelda - ho avuto bisogno di movimento. E chiarisce- per partecipare ai moti frequenti della natura - si riferisce al terremoto e ai fenomeni del bradisismo, che rappresenta, alleggerendo sempre, e comunque, il momento piu` drammatico degli eventi con l' ironia che le e` propria, che ha il ruolo preciso di decantarli . Attendo di vedere le nuove tele, e torno ad avere le stesse impressioni di ogni volta appena vedo il primo quadro che mi mostra: il Vesuvio. E` vero, un Vesuvio disegnato come un Vesuvio, con il cono fumante, ma e` azzurro, tutto e` azzurro-celeste-pastello (come se fosse a 'pastello'), e poi sta in un cortile, - il suo cortile - mentre su di un altro muro rettilineo si affaccia una serie di donne- vestali dalle chiome sciolte e l' abito come peplo a mo' di statue berniniane: evento cosi` naturale, ma risolto gia`, decodificato, e ricomposto successivamente nel proprio immaginario.......Cosi` il Vesuvio, elemento paesistico predominante nel golfo, entra nel consueto mondo di M. B., ed erutta nel chiuso della stanza, le sedia, il letto, insieme con un monumento equestre. Qui c' e` un uomo a cavallo cavalca sulla terra, ma e` simile ad una statua, raggiunta da un ombra che le fa da podio. La rievocazione del passato viene fissata in immagini che diventano monumenti, con la stessa testa di marmo con acconciatura romana, poggiata per terra: un pensiero per Kounellis? Pur se espresso in altro modo e` sempre il sentimento della storia che filtra attraverso immagini fisse, cristallizzate, e cosi` rientrano a far parte del nostro vissuto, rivisitando un attimo dopo gli eventi. La riflessione e` il filtro delle emozioni - dice Mathelda - la pittura che si stende sulle tele leggere e` una prova di quanto questo filtro dia ancora piu` emozioni.

 

 

 

 

 

 

Mirella Bandini

 

 

 

 

CENTRO DOCUMENTAZIONE RICERCA ARTISTICA "L. DI SARRO"

IL VESUVIO SUL SENO SINISTRO (APRILE 1998)

 

.....L' essere (sostanza, materia, corpo) e` al centro della produzione artistica femminile d' oggi, che si articola lungo un percorso ontologico e simbolico espresso in modo radicale, come dalle artiste americane, o attrverso ricerche multiple sull' identita`, come dalle artiste europee. L' attenzione al corpo alla sessualita`, ha costituito infatti la base delle elaborazioni che portavano al pensiero della differenza (Irigarav, Muraro, Cavavero). L' espressivita` globale del corpo femminile e` al centro dell' iter trentennale di Mathelda Balatresi, e tematica particolarmente elaborata nell' ultimo decennio del suo lavoro. Negli anni 60, periodo nel quale era gia` una presenza rilevante nel panorama napoletano, la Balatresi lavorava su steriotipi di immagini femminili tratte dal mondo del cinema, attraverso l' uso di sequenze e di fotogrammi. Le immagini erano quasi sempre tagliate all' altezza del volto che scompariva (come in 'figure' , 1960 del Museo Sperimentale della Galleria Civica d' Arte Moderna di Torino), mettendo in evidenza soltanto il corpo fondante. Negli anni 80 la figura femminile abbandona i suoi dipinti che divengono silenziose, rarefatte visioni simboliche di interni puristi - la sua casa, il suo studio - proiettate in una dimensione onirica e metafisica alla quale anche il colore, chiaro e pastellato, dona un senso singolare di straniamento. "Gioca sulla ambiguita` tra realta` ed illusione" ha scritto di questo periodo Filiberto Menna nel 1983 citando questa bella frase poetica dell' artista: "Io mangio .....seno sinistro". Il Vesuvio sul seno sinistro - L' energia l' espolosione la linfa vitale e` un motivo spesso ricarente nei corpi delle figure femminili che, in una sorte di narrazione sospesa, la Balatresi evoca nei suoi dipinti e nei bellissimi disegni a partire dagli anni 90........La donna nell' arte e con l' arte sublimata assurge alla sua identita` multipla e divisa; come ad esempio il corpo sensibile del 1995, dove lo stereotipo del corpo femminile sezionato in sequenze non raggiunge ancora l'unita` perche` essa e` lotta, fatica, lavoro. In questa opera la Balatresi riprende la tecnica dell'    iterazione filmica usata negli anni 60, impiegandola come montaggio. L' accento e` posto qui sul volto, uno steriotipo che e` il volto di tutte le donne: la sua storia individuale e` proiettata dunque su quella collettiva, divenendone parte integrante.

Mirella Bandini

 

(SETTEMBRE 1998) DI...SEGNO ITALIANO CENTRO EUROPEO PREPARAZIONE UNIVERSITARIA (CEPU PER L' ARTE - TORINO)

Mathelda Balatresi e` l' unica artista donna di questo raggruppamento uin mostra , e ne palesa la condizione con grande fermezza .L' espressivita` globale del corpo femminile e della sua identita` ,tematiche fortemente sentite dalle artiste di oggi , sono al centro della sua poetica trentennale , linguisticamente esplicita attraverso i suoi disegni ,tecnica nella quale lei , pittrice eccelle . Nella serie dei Sensi, 1993, qui esposti in piccola partre, lo steriotipo del corpo femminile appare sezionato in sequenze, a sottolinearne la difficile unita`, La coscienza della "differenza" sessuale sentita nella sua totalita` psicofisica dall' artista toscana, diviene potenziamento dell' odierna soggettivita` femminile che sottrattasi all' omologazione maschile, fonda la prima identita` nella dimensione spaziale del corpo.

 

 

 

 

 

Massimo Bignardi

 

IL LETTO NEL GIARDINO-catalogo mostra

Un immaginario pura poesia , di brani sussurrati piu` che urlati , sembra costituire l' impianto degli spazi di Mathelda Balatresi. Luoghi della memoria esorcizzati dalla realta` dell' impegno sociale in cui la ' donna' si rapporta con l' operatrice estetica . Questo suo duplice porsi e` alla base delle sue monocromie dai minimi toni, quasi esasperati che nascondono una fitta e delicata trama (segni/ griffi di pastello ) che sorregge l' intero spazio......L' uso della tinta su tinta si caratterizza in modo preciso , in questa serie ultima di tele: una ricerca di uno spazio tutto intimo e memoriale realizzato dal variare di minimi toni, quasi a perdersi nella nudita` delle architetture. Forse bisognera` poggiare la testa sul guanciale del letto ancora intatto , per comprendere il desiderio e la volonta` di andare oltre la finestra sul giardino, oltre la mera accettazione di un ruolo, consapevole del proprio impegno sociale.

 

 

Riccardo Notte

IL PROFUMO

Mathelda Balatresi ha deciso di rappresentare l' irrapresentabile, perche` se e` vero che il noto proverbio vieta di commentare le preferenze del palato , cio` e` ancora piu` perentorio per quelle del naso. La sfida di Suskind e` in fondo tutta li`.Perche`, ogni qualvolta si sente parlare degli odori, viene fuori una nota di imbarazzo?....Eterei , invisibili e ineffabili gli odori, delle quattro cause aristoteliche partecipano solo di quella materiale. Ed e` per questo che il diavolo si manifesta innanzitutto al naso .Egli pero` il naso non lo possiede.Maestro di menzogna, non puo` mentire agli altri sulla sua sostanza .Non a caso il racconto grafico della Balatresi inizia cosi`.Con un uomo senza naso .

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LE TEMPS SUSPENDU - ISTITUTO GRENOBLE

C' e` un quadro di Mathelda Balatresi che forse piu` di altri sintentizza il senso della sua opera. E` l' immagine della donna bersaglio , unolio di piccole dimensioni che nasce dalla recente cronaca della barbara lapidazione di una donna islamica , ovviamente "rea" di adulterio, come tante altre martiri senza nome . La Balatresi ha raffigurato questo evento senza compiacimenti ne` forzature.La vittima appare ancora indenne ,sepolta fino al collo .Al suolo compaiono ui cerchi concentrici tracciati per rendere ben visibile il bersaglio. Ebbene , e` arduo immaginare una figura che sintetizzi con maggiore castita` di mezzi il fatto che da sempre la sottomissione della donna e` stata perpetrata negando innanzitutto la sua corporeita` , e in seconda istanza , ma non con minor violenza , imprigionando la sua mente .....Per elaborare il lutto non occorrevano certo tante parole di circostanza ,ma soltanto l' umile pennello di una pittrice....Questa forma di elaborazione e di progressiva "pietrificazione" di ogni aspetto drammatico della vita quotidiana della donna , di tutte la donne del pianeta , contraddistingue l' intero lavoro della Balatresi.....Da qui una prima assimilazione concettuale fra la donna e il paesaggio, che la Balatresi individua nelle nudita` e nelle sinuosita` delle colline toscane, mollemente adagiate sul letto della terra. Ed eco che da quel punto d' essere si irradiano innumerevoli metafore dell' esistente come ad esempio l' artista ibernata : rappresentazione icastica della bella addormentata in una bara di cristallo. L' immagine centrale e` la quintessenza dell' ambiguita` , anche perche` non e` chiaro se si tratti di una donna imbalsamata ,inumata, pietrificata,o se invece in quelle inaccassibili pareti di cristallo non si celi un oggetto del desiderio artificialmente sottratto alla banalita` , oppure al comune senso del pudore. L' artista pero` non e` morta , bensi` " ibernata" in animazione sospesa , pronta a risvegliarsi in un tempo di la` a venire.....In effetti "l' artista ibernata" chiude anche un ciclo inaugurato dall' artista che partorisce i suoi quadri. Tra questi due stadi dell' esistenza, tra la nascita e la morte , l' artista compie molti gesti. Per esempio ella mangia i suoi stessi quadri , o li partorisce con lo sguardo come per magia. L' arte e` dunque un atto del corpo un evento ciclico come le mestruazioni , o come l' infinita catena delle generazioni. .....Certo , nell' opera della Balartresi ricorrono molte specificita` , ma fra queste colpisce soprattutto la rappresentazione degli archetipi . E` un pensiero che rema controcorrentre sopratutto in questo nostro tempo che definisce la relazione fra i sessi sulla scala mobile del " transgenderismo "....Corpo sensibile e` il grande massiccio della donna bloccata nellĠatto di quel tipico ascolto della terra che si traduce in un movimento statico. Erratico e` al contrario il gesto dell' uomo che calpesta la schiena della donna e che si allontana dalla casa...Talvolta la natura e` semplicemente rappresentazione dell' energia divina o demoniaca oppure e` la raffigurazione della lotta fra questi estremi opposti...Oppure occorre osservare con occhio attento le opere della Balatresi che raggiungonoo una cosi` equilibrata sintesi tra il proprio sentire e quell' ordine senza inizio ne` fine da cui tutte le cose principiano , e in cui tutte ritornano.

 

 

 

 

Enzo Battarra

 

Domani al Grenoble una conferenza di Lyotard e i dipinti della Balatresi Immmagini del tempo sospeso....

A esporre sara` Mathelda Balatresi , artista toscana di nascita ma di formazione napoletana. Ha frequentato l' Accademia di Belle arti. Intenso il suo curriculum; la prima mostra personale e` del 1961 , nella gloriosa galleria S. Carlo, al Chiatamone. E poi uno scorrere di eventi di rilievo come l' esposizione al museo Pignatelli. Innumerevoli le sue partecipazioni a rassegna nazionali. Quelle che la Balatresi propone a partire da domani sono figure femminili, come l' Artista Ibernata e la Donna che si avvolge nel prato. Viaggio nel pianeta donna, ma anche al tempo stesso fascino e eleganza e ironia. "Un punto d' essere intorno al quale ruotano avvenimenti incostanti che non intaccano la sua eternita`"...

 

 

Lea Vergine

 

 

 

UNA BIENNALE AI PIEDI DEL VESUVIO - OPERE DI RESPIRO EUROPEO A NAPOLI, UNA VISIONE DEL PANORAMA ARTISTICO NEL MERIDIONE Il manifesto giugno 1988

questa Biennale del sud e` del tutto irrilevante rispetto all' assoluto: ma attenzione, solo rispetto ad esso. Le biennali possono anche non essere internazionali....Non siamo nati inutilmente ai piedi di un vulcano. Quando si va a ben guardare questa Biennale si incontrano diversi artisti che sono tra coloro che hanno tenuto alto il prestigio della produzione italiana negli ultimi trent' anni. Dico questo per eliminare il pregiudizio ed il complesso di una mostra di serie b fomentato da polemicucce e incanagliamenti locali. E voglio sottolinearlo, in un ambiente dove il malcostume di comportarsi da colonizzati e` duro a morire. Siamo la periferia dell' Europa - e` stato scritto da qualche parte - ; puo` darsi.....Quasi una rivelazione inquietante Teresa non e` in estasi di Mathelda Balatresi , un quarto di secolo di lavoro senza un riconoscimento importante su scala nazionale)....

 

 

 

Lina Mangiacapre

 

 

 

 

MOSTRA DELLE FEMMINISTE PER LA CONQUISTA DI SPAZI

Paese sera aprile 1977

Continua la Galleria di Lucio Amelio in Piazza dei Martiri la mostra del gruppo XX di Mathelda Balatresi , Antonella Casiello , Rosa Panaro, Mimma Sardella. La mostra inaugurato il 13 aprile con un dibattito della crativita` della donna, ha avuto momenti di estremo interesse e violente reazioni . la mostra, una storia di quattro donne, prende il via dall' esperienza del viaggio delle artiste alla Biennale di Venezia, e porta avanti in chiave ironica e con un linguaggio semplice e scarno, le esperienze di violenza e banalita` di certi schemi mentali maschilisti......Disegni della Balatresi denunciano: appena nasce una donna le si misura il cervello. "la donna ha la testa troppo piccola per l' intelletto ma sufficiente per l' amore" Lo dimostra un grafico del 1895: Y Bo scenziato tedesco affermava: un' eccessivo sviluppo del cervello atrofizza l' utero.....Dal manifesto del gruppo noi inventiamo la nostra liberazione, inventiamo la liberazione reciproca dei due sessi. Intentiamo un progetto di nuova esistenza e di nuova storia. Riappropriarsi del proprio linguaggio e della propria staria significa anche avere altri spazi per potersi esprimere e gli spazi devono essere aperti alle donne.

 

 

 

Paola

Santucci Pari

 

 

 

 

 

La voce della Campania Napoli aprile 1977

PREGO, PENETRI PURE

Mercoledi` 13 aprile alla Moder Art Agency, Mathelda Balatresi, Antonella Casiello, Rosa Panaro e Mimma Sardella autodefinitesi " Gruppo xx" in richiamo ai cromosomi femminili, programmavano il loro primo intervento in chiave femminista nel settore arti visive. L' incontro in galleria non c' e` stato e in un atmosfera di azioni mancate, in un clima provocatorio ed aggressivo che ben presto si e` instaurato nei confronti delle operatrici e delle operazioni in generale ( il discorso coinvolgeva anche la finalita` del gallerista che le ospitava) non ha permesso tutto questo. il dibattito ha puntato su temi ancora una volta globali e dunque astratti che solo marginalmente potevano trovare un punto di contatto con l' operazione del "Gruppo XX ". Non si puo` che annotare con ironia, l' andamento tutto sommato surreale (oltre che surriscaldato) dell' intera serata. L' improvvisazione (ma non quella che nasce da una cultura a lungo sedimentata), il gioco come farsa, la polemica come provocazione si sono avvicendate in una ridda di interventi che solo l' attento ascoltatore della registrazione messa gesuiticamente in atto da Amelio "fato che ammalia" potra` forse pazientemente decifrare.

 

 

 

Achille Bonito Oliva

 

 

Mostra libreria guida 1967 "L' IMMAGINE FELICE"

L' IMMAGINE E L' OGGETTO

Mathelda Balattresi, attraverso la propria operazione, realizza e rappresenta all' interno del quadro oltre che la presentazione dell' immagine anche il rimando alle tecniche automatiche che la determinano. Tecniche, come il cinema che sono riuscite a catturare e restituire il fattore temporale, attraverso l' esemplificazione della sequenza. Con tale procedimento la Balatresi suddivide la superficie del quadro in diverse zone privileggiate, dove all' interno vengono restituiti vari momenti di un' azione, la quale e` la risultante dei significati di ogni singolo fotogramma. Ironicamente viene mimato il tempo filmico, che qui riceve una rapprentazione globale. Naturalmente restano inalterate le ridondanze formali che qui vengono conservate proprio per rispettare il momento pragmatico della percezione dell' immagine. Cosi` rimane rappresentata l' esigenza di una certa enfaticita`, la quale si realizza attraverso il riporto ed il fissaggio di gesti quotidinani, che pero` hanno una loro continua celebrazione nei films, nella pubblicita`......Solo che qui , alla fine, l' immagine assume uno spessore inusitato dovuto all' intenzione dell' artista di spezzare l' incanto della perfezione tecnica di riproduzione attraverso la presenza di grumi di colore che sembrano immunizarci dalla felicita` della visione.

 

 

 

 

 

 

Simona Barucco

 

 

1 FEBBRAIO 1997- ARTE: L' ISTITUTO GRENOBLE ESPONE LE ULTIME OPERE DELLA BALATRESI."PERCORSI DEL CUORE"

L' opera di Mathelda Balatresi e` come sospesa tra i solchi del tempo. Le opere esposte all' Istituto francese Grenoble risentono di una lucida autobiografia dove il soggetto femminile e` raffigurato con una "castita`" quasi androgena, controversa ma pervasa da una serenita` invadente. I corpi si confondono con i paesaggi i paesaggi con i sentimenti, i sentimenti con la narrazione, la narrazione con la creativita`, la creativita` con il ruolo sociale....E` una lettura in solitudine, femminile e privata delle stagioni della vita. I colori sono brumosi, le terre definiscono languidamente i percorsi del cuore della Balatresi senza falsi abbandoni. ....Ogni opera sembra intessuta con provenienze infantili, da un ingenuita` disarmante e superata dove il riscontro con il segnale del vivere comune e` rintracciabile solo attraverso alcuni simboli usati dall' artista per compensare questa nuda neccessita`......I quadri e i disegni risultano essere interpreti e incontestabili protagonisti di ipotetiche stanze dei sogni. In un percorso marginale alla vita intellettuale di una Napoli a cavallo fra gli anni '60 e '70 , Mathelda Balatresi, come molte artiste di quegli anni, ha mantenuto una coerenza sommessa contro una dura e spietata mentalita`....Molte di queste protagoniste divise tra il ruolo di artiste, mogli , madri, sono state mortificate e relegate al ruolo di pure comparse, nel migliore dei casi, o costrette all'abbandono completo dell'attivita` espositiva....E` difficile oggi poter dire quali pieghe avrebbe preso la cultura artistica campana se fosse stato consentito un maggiore impegno alle figlie dell' arte....

 

 

 

 

Mario Maiorino

 

1 FEBBRAIO 1997 - L' INVADENZA DELLA MEMORIA E LA PREZIOSITA` DELL' ARTE PURA

Mathelda Balatresi artista venuta fuori da quell' antica schiera della scuola di Notte, di cui,in piena liberta` anchella ha percorso una sua strada, e` una pittrice fine e sensibile, sostanziosa di metafore, di allusioni, di significati psicologici, e di una introspezione che rasenta i limiti di continue visitazioni in un io assoluto di dimensione piena di una storia propria, con un richiamo continuo alla premianza metafisica.....In un;analisi che ben si percepisce, nel quadro della Balatresi ogni forma, ogni figura, ogni delineazione e` racchiusa nell' essenza di questa esistenza, in una geometria piana o volumetrica, ove il contorno e` linea unica e il colore e` perfetto nel controllo dell' uniformita`......e` quasi una coscienza astratta che ti si muove contro, da cui per un' infinito incommensurabile, si raggiunge una filosofia di sostanza, di pensieri, di riflessioni e di raggionamenti, certamente non pragmatici, ma tutti psicologici.

 

 

Michele Buonomo

 

Il mattino-maggio 83 ZITTI, L' ARTISTA STA CITANDO

...La dove il lavoro ci convince di piu` e` nel caso della mostra di disegni di Mathelda Balatresi nella palazzina Rothschild. Le opere, fitte trame tessute nel disegno, hanno una logica rigorosa e ben cadenzata. La Balatresi senza troppi clangori e furori a` la page realizza una pittura tenue e tenace dalla metafisica luce diffusa e dalla compostezza di un primitivo italiano, e narra , con parole silenziose, di storie solitarie, dove i protagonisti sono oggetti marginali della quotidianeta`....Il simbolismo dei suoi oggetti e` discreto appena sussurrato e le immagini sono filtrate attraverso un velo lattiginoso difficile da rompere. La verginita` della sua pittura non puo` essere contaminata da segni alieni al suo lento sognare.